Good Vibes #1


Qualche giorno fa, su Huffington Post, mi sono imbattuta in un articolo veramente interessante: Alyssa, ventisettenne californiana, racconta di come ha "distrutto" la sua vita sentimentale per inseguire il sogno di viaggiare.
Le correnti di pensiero potrebbero dividerci drasticamente come capita nelle ship delle serie tv, ma da inguaribile romantica vi posso assicurare che più scorrevo le sue parole, più mi rendevo conto di quanto fossi d'accordo con lei.

Questa bellissima ragazza ci parla di come la società, soprattutto quella che popola i Social Network quali Facebook, le abbia fatto perdere l'orientamento durante tutti questi anni. Vi starete chiedendo come sia possibile, in realtà lo è più di quanto ognuno di noi possa immaginare... e la cosa peggiore è che non ce ne rendiamo conto finché non troviamo qualcuno in grado di guarirci dal virus che ci ha trasformati in degli orribili Zombie.
Durante i miei rarissimi momenti di utilizzo coscienzioso dell'universo virtuale, ho provato ad analizzarne l'utilizzo e l'influenza che esso ha per trarne una triste conclusione: la realtà virtuale è irreale.
Capitan ovvio è in azione! :)
Scherzi a parte, seppur scontata agli occhi di tutti, sono dell'idea che questa consapevolezza non impedisca alle persone di farsi fregare, cascando quindi in quello che sembra essere il gioco di chi ha la vita più bella ed entusiasmante. Sto divagando... quello che voglio cercare di dirvi è che anche io ho notato una certa pressione sociale e questo perché, che siano vecchi amici o colleghi, gran parte delle persone che conosciamo sembrano seguire gli stessi obiettivi, lasciandoci quindi due alternative: sentirci pesci fuor d'acqua o convincerci che anche noi vogliamo le loro stesse cose.
Quest'ultima era la scelta che stava per fare Alyssa, sulla soglia del matrimonio con una persona che credeva di amare, con la quale non condivideva la passione per i viaggi e che abusava di lei; finché un anno fa, presa da un coraggio che auguro a tutti di trovare, ha deciso di lasciare il suo ragazzo e partire per quel cammino di tre settimane che da tempo aveva programmato.

E così la losangelina, dopo aver visto ben otto paesi nel giro di un anno, ha potuto dire di aver distrutto la sua vita sentimentale nel miglior modo possibile.

Trattiamo alcuni punti del suo articolo e vediamo a quali conclusioni ci conduce questo viaggio. :)






  • Viaggiare da sola ha ampliato i miei orizzonti.
Almeno una volta nella vita, tutti dovremmo trovare il modo di fare un viaggio completamente soli: niente fidanzato/a, moglie o marito, figli, genitori, fratelli o sorelle, nonni, zii, cugini, amici e/o colleghi. Naturalmente questo dipende dalle possibilità di ognuno di noi, ma non demordete perché se non potete ora non significa che tra dieci, venti o chissà quanti anni la situazione sia sempre la stessa. La vita è imprevedibile e spesso dietro l'angolo si celano le più inaspettate sorprese - non sempre negative come i pessimisti come me tendono a pensare.
Quello che Alyssa credo voglia trasmetterci è quanto bello può essere scoprire se stessi attraverso un cammino solitario... se ci riflettete un po', vi renderete conto che partire per terre che non avete mai calpestato prima, in sola compagnia del vostro Io, della vostra essenza, vi permetterà di apprezzare maggiormente quel che avete davanti agli occhi e approfondire la conoscenza di voi stessi.


  • Mi ha fatto concentrare su ciò che voglio davvero.
Questo è uno dei miei punti preferiti in quanto, se dobbiamo essere sinceri, durante le nostre giornate tendiamo a preoccuparci troppo del pensiero altrui e troppo poco del nostro.
Perché non smettiamo di cercare approvazione e iniziamo ad affrontare la vita seguendo ciò che ci piace? Gran parte della frustrazione e dei problemi di ogni individuo non sono che la conseguenza di questa pessima abitudine - e se il mondo non fosse così popolato potrei tranquillamente proclamarmene la regina!

Quando siamo in compagnia, soprattutto se si hanno amici che per carattere sono portati al dialogo, non ci rendiamo conto quanto spesso ci facciamo schiacciare dagli avvenimenti della loro vita: l'erba del vicino è sempre più verde e questo succede anche quando in realtà, il nostro povero amico della porta accanto, il giardino non lo possiede nemmeno.

Essere soli, rapportarsi esclusivamente a se stessi, permette di analizzare meglio la propria vita. In questo modo siamo in grado di capire ciò che vogliamo, quello che ci va bene e quello che invece vorremmo cambiare.
Se non credete alle mie parole e alla testimonianza di Alyssa, vi invito a farci caso la prossima volta che vi ritroverete soli in macchina, o sul tram, metropolitana, aereo... vi renderete conto di quanto i vostri pensieri siano diversi da quelli che vi accompagnano quando siete in presenza di altre persone.





  • I ragazzi hanno iniziato ad apprezzare le cose sbagliate/Non mi sono sistemata
Qui ci racconta della sua esperienza con i ragazzi conosciuti su Tinder... Devo davvero spendere delle parole per questa applicazione? Non so quanti di voi si siano ritrovati a usarla, io sì e me ne sono pentita, ma di questo vi parlerò un'altra volta.
Sappiate che non si può incorrere a errore peggiore per rimediare al proprio status di single, se non usando un'app popolata da veri e propri allupati.
Dopo una serie di delusioni, causate da letterali stronzi, Alyssa ci spiega di aver avuto l'improbabile fortuna di imbattersi in un bravo ragazzo: un chirurgo pediatrico molto dolce di ventotto anni, al quale non avrebbe dato fastidio se lei avesse speso gran parte dei suoi giorni in giro per il mondo... tanto comunque lui sarebbe stato a lavoro.
Credo che tutto questo l'abbia portata a porsi una domanda di grande rilevanza: voglio davvero legarmi in modo forzato a qualcuno, pur di non dovermi definire "libera sentimentalmente"?
Le risposte a certi quesiti dovrebbero essere talmente semplici, dovrebbero uscire con totale naturalezza o meglio, non dovrebbero nemmeno esserci tali dubbi. Non dobbiamo dimenticare il nostro vero obiettivo, ciò che desideriamo; non dobbiamo dimenticare che meritiamo di avere accanto una persona in grado di farci battere il cuore all'impazzata; non dobbiamo dimenticare che, come dice il buon Ligabue, "chi si accontenta gode solo a metà".



Arrivati ormai alla fine, le domande che vi pongo sono: cosa ne pensate? Avete trovato utile e interessante questo articolo?
Spero con tutto il cuore che la risposta sia sì... perché la conclusione di tutto questo caos di pensieri e pareri altro non è che un consiglio: restate sempre fedeli a voi stessi. Non lasciatevi strappare presente e futuro da quelli che sono gli stereotipi collettivi di una società in degrado. Seguite sempre le vostre passioni, il vostro cuore, i vostri desideri... la strada non sarà facile, questo è sicuro, ma la meta varrà ogni singola goccia di sudore.



Sources:
Article on Huffington Post
Alyssa Ramos - Instagram
Alyssa Ramos - Blog

2 commenti

  1. Ora dovrei partire col rimproverarti perché non hai cominciato a far vedere le tue doti da SUBITO, ma non è il post giusto. ❤️
    Allora, direi che questo argomento capita a pennello con ciò che la mia prof a scuola vuole insegnarmi: On the Road.
    Senza celebri film o celebri libri è ciò che ho voluto catturare qui dentro.
    Insomma, quanto bisogno abbiamo molte volte di staccare la spina dal mondo?
    Quando bisogno abbiamo molte volte di staccare tutto: cellulare, pc, tablet per rifugiarci in noi stessi?
    Sempre. E il più delle volte questo finisce con un "domani è la volta buona" e chissà quale domani del mese o anno vogliamo dire.
    Quante volte pensiamo sempre agli altri e mai, dico mai, a noi stessi? Insomma, siamo buoni e cari ma quanto stiamo bene noi dentro?
    Eppure il problema più grande è sempre quello del nostro vicino, che però ha l'erba sempre più verde, e mentre noi continuiamo ad innaffiare teneramente il giardino degli altri con teneri fiori, il nostro rischia di appassire tremendamente.
    Questa è la spinta giusta! Questa è l'acqua da dare al tuo e al mio giardino.
    Un viaggio alla costante ricerca di noi stessi e del nostro benessere.
    Ora, non so se ho sforato con l'argomento ma spero solo che qualcosa ti sia arrivata.
    Questo è il tuo viaggio senza meta.
    Questa è la tua partenza.
    Goditi l'ebbrezza al cento per cento e fai capire al mondo che corridore/viaggiato coraggioso e forte sei.

    Non so come appare il mio nome, quindi mi firmo.
    La tua amata ancora.
    Ti voglio tanto bene, sono sempre più fiera di te.

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    1. Grazie, tesoro mio. ❤
      Grazie perché sei tra le persone che mi hanno sempre sostenuta e che continuano a farlo ogni singolo giorno. Grazie per la recensione e per aver letto questo mio primo vero articolo. Grazie perché nel bene o nel male sai sempre darmi la spinta per non arrendermi, per guardare avanti e credere in un futuro migliore. Grazie per essere semplicemente e meravigliosamente TU.
      Spero che questo articolo possa regalarti il giusto coraggio per non dimenticare mai quanto vali e quanto è importante quello che TU, Rosa, desideri.
      Ti voglio bene ❤

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