Recensione: La grande scommessa, Adam McKay


Il mio tour de force cinematografico, in preparazione per gli Oscar 2016, è iniziato.
A dare il via alle danze è stato La grande scommessa, di Adam McKay, basato sul libro di Michael Lewis The Big Short - Il grande scoperto (The Big Short: Inside the Doomsday Machine) tratto da una storia vera.



LA GRANDE SCOMMESSA

Regia: Adam McKay
Sceneggiatura: Adam McKay, Charles Randolph
Produttore: Dede Gardner, Brad Pitt, Jeremy Kleiner, Arnon Milchan
Casa di produzione: Plan B Entertainment Regency Enterprises
Paese: USA
Anno: 2015
Genere: Biografico, commedia, drammatico
Durata: 130 min


TRAMA:
Il film segue le storie simultanee di tre gruppi di persone che hanno scoperto le basi per la crisi finanziaria del 2007-2010 e riescono a ricavarne enormi profitti.

Nel 2005, l’eccentrico manager di hedge fund Michael Burry (Christian Bale), scopre che il mercato immobiliare statunitense è estremamente instabile, essendo basato su mutui subprime ad alto rischio e fornendo sempre meno ritorni. Predicendo che il mercato crollerà probabilmente nel secondo trimestre del 2007, si rende conto che si possono trarre profitti da questa situazione con la creazione di un mercato di credit default swap, che gli permette di scommettere contro il mercato immobiliare; egli visita numerose banche con questa idea, e le banche, nella convinzione che il mercato immobiliare sia sicuro, accettano la sua proposta. Questo guadagna le ire dei padroni di Burry che credono che egli stia sprecando il loro denaro, chiedendogli di smettere la sua attività, ma lui rifiuta. Man mano che il momento del collasso si avvicina, i suoi investitori perdono la loro fiducia e considerano la possibilità di ritirare i propri investimenti, ma Burry mette una moratoria per i ritiri, con grande rabbia dei suoi investitori. Tuttavia, il mercato crolla come previsto ed egli produce un profitto del 489% dal piano.

L’investitore Jared Vennett (Ryan Gosling) sente dell’operato di Burry nel 2005 da uno dei banchieri di cui si occupa, e ben presto si rende conto di come le previsioni di Burry siano vere. Decide di mettere la propria quota nel mercato dei credit default swap. Una telefonata allerta il trader Mark Baum (Steve Carell) riguardo ai piani di Vennett, che si convince ad unirsi a Vennett. I due scoprono che il crollo incombente del mercato verrà ulteriormente perpetuata dalla vendita di obbligazioni di debito collateralizzate (CDO), gruppi di prestiti poveri inseriti nello stesso pacchetto finanziario e con un rating non corretto di AAA a causa dell'incompetenza delle agenzie di rating. Quando Baum partecipa all’American Securities Forum a Las Vegas, intervista un uomo d'affari che ha creato CDO sintetici, creando quella che viene descritta come una catena di sempre più grandi scommesse sui prestiti difettosi; si rende conto, con suo grande orrore, che la grandezza della frode provocherà un crollo completo dell'economia. I suoi soci d'affari lo convincono a passare attraverso i credit default swap, approfittando della situazione, a spese del pubblico.

Due avidi giovani investitori Charlie Geller (John Magaro) e Jamie Shipley (Finn Wittrock) scoprono un volantino di Vennett nel 2005 e decidono di partecipare all’operazione finanziaria. Dal momento che sono troppo inesperti per poter agire in questo campo, per approfittare della situazione, si arruolano l'aiuto del banchiere in pensione Ben Rickert (Brad Pitt). I tre visitano l’American Securities Forum, dove riescono a fare affari con successo; Shipley e Geller sono inizialmente entusiasti, ma Rickert si rende conto che essi traggono profitto da un collasso economico imminente. I due raggiungono immensi profitti, ma vengono lasciati soli all’interno del sistema corrotto. In un epilogo, Burry si semi-ritira e investe solo in acqua, Baum si rifiuta di dire "te l'avevo detto" al mondo e continua la sua carriera, Rickert torna alla sua pensione, e Shipley e Geller, senza successo, tentano di citare in giudizio le società di rating e infine si dividono. Quasi nessuno coinvolto nella creazione della bolla CDO viene arrestato, e CDO sono presto venduti sotto diverso nome.



Oh. Mio. Dio.

Questa è stata la mia reazione a fine film.
Ho avuto la fortuna di essere in una sala meravigliosa: solo gente adulta, seria e silenziosa; uno schermo grande in proporzione alla sala; sedie comode; postazione perfetta; niente interruzione a metà film.
Mi sono goduta questa pellicola dal primo all'ultimo minuto senza alcuna distrazione... un miracolo al giorno d'oggi.

Lasciatemi dire che questo non è un film per tutti: è impegnativo, strano, difficile e molto tecnico. Insomma, se andate al cinema con lo spirito di vedere un film qualunque non fa al caso vostro; mentre se siete come me, affamati di film e a caccia di nuove opere che faranno la storia, allora farà sicuramente al caso vostro.
Se vi piacerà o meno è soggettivo, ma la bravura del cast e la bellezza della storia - il paradosso di questa frase mi fa quasi ridere - va oltre il gusto personale e in questo caso credo sia indiscutibile.
L'importante, e lo dico alle persone che come me sanno praticamente poco o niente di finanza, è che non pretendiate di capire realmente tutti i termini e le spiegazioni che troverete nel corso del film - mi sono fatta spiegare dei concetti da un'amica che ha studiato la materia in questione e ancora non ho tutto ben chiaro. Questo dimostra quanto sia tecnico il film, ma non credo sia una mancanza del regista, sceneggiatore o degli attori: stiamo parlando del disastro economico causato dalle banche tra il 2005 e il 2010, dal quale molti Paesi non si sono ancora ripresi.
Sì, è un film complicato durante il quale spesso, chi non è del mestiere, utilizza più energie per cercare di capire di cosa si parla e quanto grave sia la situazione, che godersi la prova di recitazione di un singolo attore... ma questi film sono pane per i miei denti perché mi permettono di andare oltre il mio scenario quotidiano, di imparare cose che altrimenti non avrei mai scoperto.

Bene, detto questo ora faccio la mia solita lista e vi dico cosa ho apprezzato maggiormente di questa incredibilmente strana, ma interessante, pellicola:

  • Christian Bale - lui è fantastico, ma in questo film mi è piaciuto da impazzire. Il suo ruolo non era affatto semplice, eppure si è calato nei panni di Michael Burry come se stesse bevendo un bicchiere d'acqua;
  • Steve Carell - insieme a Christian è nominato come miglior attore protagonista al Golden Globe (che saranno stanotte 10.01.2016) e se devo essere onesta, non saprei quale dei due scegliere perché entrambi sono stati mozzafiato;
  • Il narratore - l'intera storia è narrata da Jared Vennett (interpretato da Ryan Gosling). Personalmente ho trovato la scelta azzeccata, perché aiuta a seguire la storia ad una velocità fin troppo elevata... alla fine parliamo di circa tre anni riassunti in 130 minuti;
  • Il fuori campo - è bello vedere i protagonisti della storia esternarsi da essa per parlare direttamente allo spettatore, spiegando magari dei dettagli distorti per esigenza di copione o semplicemente per chiarire punti piuttosto complicati. Questa è una delle cose che ho preferito in assoluto;
  • L'umorismo - la storia non è divertente, non è comica e non è facile da digerire. Molto probabilmente alla fine del film vi ritroverete arrabbiati, frustrati per non poter fare nulla contro questi maledetti stronzi che hanno rovinato intere famiglie per stupidità e avidità... se avessero girato l'intero film sull'onda della serietà, non so se avrei apprezzato La grande scommessa allo stesso modo. Alcuni momenti di umorismo, buttati lì proprio per alleggerire il tutto, sono secondo me una mossa vincente.
Non so se questo film avrà la fortuna di avere qualche statuetta, purtroppo i posti sono limitati e ci sono tante altre storie appetitose da vedere, ma sicuramente è una di quelle pellicole che vale la pena vedere e che spero lascerà segno: per la straordinaria bravura del cast e per la storia che racconta.


STUPENDO

10 commenti

  1. Ciao Jen! Io devo assolutamente vedere questo film! Quando al cinema avevo visto il trailer ho esclamato: MIO! Essendo una economista, questo è il film perfetto per me, ho studiato e dato un esame sugli argomenti su cui è basato il film *-* Non vedo l'ora, tra l'altro cast spettacolare *-*

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    1. Sì *.* appena lo guardi fammi sapere, sono curiosa del tuo parere da esperta in materia.
      Io mi sono sentita parecchio ignorante xD ma al di là di questo mi è piaciuto molto.

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  2. Io l'ho visto oggi e confermo che la reazione è stata la stessa!
    Mi aspettavo un film del genere quando mi son seduta in sala? Assolutamente no. Sebbene al primo impatto, nei primi minuti, ho pensato: "ecco, ora dormirò", dopo lo scoglio iniziale creato dalla particolarità della scelta di riprese e di montaggio e la grande difficoltà a seguire inizialmente tutti i termini tecnici utilizzati, a metà pellicola mi sono trovata veramente coinvolta. Non credo sia un film per tutti ma penso seriamente che molta gente dovrebbe andarlo a vedere. Lo definirei illuminante, sotto molti aspetti. Una specie di documentario sulla crisi economica che attanaglia i nostri tempi interpretato da attori eccellenti. Credo che Steve Carell in questo caso abbia superato sé stesso. Che altro dire? Davvero stupendo :)

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    1. All'inizio anche io ho fatto brutti pensieri, del tipo "non capirò un tubo fino alla fine"... ma poi sono stati bravi a coinvolgere anche se non si conosce bene il mondo della finanza e tutti i loro termini da mal di testa.
      Sì, come dici tu, illuminante è decisamente la parola giusta per definirlo. :)

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  3. Ho visto anche io questo film e devo dire che la tua recensione è la foto perfetta di quello che ho provato uscendo dalla sala.
    Ho un po' più familiarità con l'economia per motivi di studio e lavorativi quindi probabilmente sono riuscita a capirlo con qualche difficoltà in meno delle persone nella sala, ma devo dire che la narrazione e il cast rende quello che poteva essere un argomento noioso e pesante una storia interessante, coinvolgente e in alcuni punti quasi divertente.
    Ho adorato l'interpretazione di Christian Bale in quanto mi è capitato di vedere dei documentari su Michael Burry e devo dire che non poteva essere interpretato in modo migliore.
    Mi è piaciuto il non voler enfatizzare troppo il mondo dei banchieri e dei promotori finanziari rischiando di cadere in banali cliché che accomuna quasi ogni film che tratta argomenti a carattere finanziario.
    Mi vedi sulla stessa linea anche per il punteggio.
    E' un genere che mi appassiona particolarmente e raramente esco soddisfatta dal cinema, e non me ne vogliano Di Caprio e Martin Scorsese, ma The Wolf of Wall Street ne è l'esempio lampante.
    Spero almeno una statuetta la porti a casa perché per l'argomento trattato direi che il lavoro fatto è stato ottimo, anche se la concorrenza quest'anno è veramente forte.
    Attendo con ansia la tua prossima recensione!

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    1. Sono contenta di aver recensito il film a sua immagina e somiglianza. u.u
      Scherzi a parte, mi fa piacere se ne ho parlato in modo degno e se è chiaro ciò che si "prova" durante la visione. :) ❤
      grazie di cuore

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